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Social Media e Dati Aziendali: gestire il contenzioso

23 Settembre, 2019
Social Media e Dati Aziendali: gestire il contenzioso

Quanta Aperi_NetWork è il format Quanta dedicato alla condivisione di contenuti ed esperienze in ambito HR. Si tratta di momenti d’incontro dal carattere colloquiale e informale ospitati nella splendida cornice del nostro Quanta Club: 62.000 mq2 di verde a Milano. Una location ideale per praticare sport, ma anche per organizzare eventi aziendali quali convention e team building.  

“Ogni nostro Aperi_NetWork - spiega Federico Campiotti, Quanta Tech Division Manager ICT - analizza un particolare tema secondo diversi punti di vista: il punto dell’azienda, principale protagonista e quello di Quanta, agenzia per il lavoro.”

In Quanta, infatti, siamo consapevoli dell’importanza del nostro lavoro. NEXT TO YOU non è solo la nostra mission, è il nostro modo di lavorare ogni giorno al fianco dei nostri clienti. “L'Aperi_NetWork nasce con quest'ottica - continua Campiotti - essere vicini ai nostri clienti, condividere idee, suggerimenti ed esperienze e confrontarsi su tematiche d'attualità in maniera informale come abbiamo fatto il 16 luglio scorso quando abbiamo parlato della gestione del contenzioso tra i social media e i dati aziendali.”

“È stato proprio parlando coi nostri referenti aziendali nelle Direzioni del Personale che abbiamo raccolto l'esigenza di approfondire questo argomento con un intervento mirato. - aggiunge Mario Bellotti, Sales Manager Quanta Tech che spiega - “Negli ultimi decenni le Risorse Umane hanno visto radicalmente modificato il loro raggio d'azione e le modalità di interazione e di comunicazione. Alla luce di questi cambiamenti, l'ambito della Cyber Security è diventato un paradigma di cui tenere conto, da conoscere bene nella normativa e da utilizzare in modo efficace.”

Lo conferma anche Michele Cogo, esperto di Cyber Security di Defensis: “L’80% delle aziende italiane non è pronto a fronteggiare questo tipo di pericoli, tant’è che le frodi dovute sia da attacchi esterni sia da dipendenti interni sono in aumento”.

C’è ancora molto da fare e non è solo un problema di infrastrutture tecnologiche. Molte delle aziende, infatti, non dispongono ancora di policy chiare e condivise.

Come tutelarsi in caso di furto e diffusione non autorizzata dei dati aziendali? “Per investigare in maniera semplice e veloce è fondamentale applicare il principio della Forensic Readiness - commenta Cogo - ovvero aver predisposto procedure e un set di dati che ci permetta di essere pronti a rispondere a un attacco informatico o una violazione dei dati.” Questo ci permette di tutelare il nostro know-how e i dati riservati. “La tutela del know-how - spiega l’avvocato Piercarlo Antonelli dello Studio Legale AMTF - è un tema delicato perché l’insieme delle conoscenze è di difficile identificazione.

Prima ancora che con strumenti di tipo giuridico, deve essere tutelato con strumenti di fatto, quindi tramite la riservatezza, la capacità di trasferire le informazioni ai soggetti realmente interessati e l’organizzazione della propria rete informatica in modo che l’accesso sia controllato.”

Ci sono poi altri strumenti di natura contrattuale come le specifiche clausole inserite nei contratti di lavoro utili a legare l’eventuale illecito a sanzioni per chi diffonde illegittimamente informazioni aziendali. “Illeciti che - aggiunge l’avvocato Gian Filippo Schiaffino dello Studio Legale AMTF- ricorrono sia sul versante civile sia su quello penale. Il più noto e comune attiene alla divulgazione di dati personali - dati afferenti il dipendente -. In questo caso la tutela è duplice perché si può esplicitare sia in ambito civile con una richiesta di risarcimento del danno, sia proponendo un’azione penale chiamando in causa l’articolo 167 del codice della privacy. A livello aziendale, invece, ricorrono due presidi per chi divulga e rivela segreti aziendali: la divulgazione è disciplinata dall’articolo 622 del Codice Penale, la rivelazione invece dall’articolo 623.”

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