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La città dei talenti per Industria 4.0 «Tra stampanti 3D e realtà virtuale formiamo i professionisti digitali»

14 Giugno, 2018
La città dei talenti per Industria 4.0 «Tra stampanti 3D e realtà virtuale formiamo i professionisti digitali»

Industria 4.0 non è una rivoluzione che coinvolge solo le imprese: a fare i conti con nuove competenze, nuove professionalità e nuove metodologie sono anche i lavoratori. Per Carlo Scatturin, vice-presidente e direttore generale di Quanta, nelle dinamiche che stanno trasformando il rapporto tra domanda e offerta di lavoro si aprono inedite occasioni per creare nuova occupazione, più qualificata. Priorità, quindi, alla formazione, chiamata a modellare le professionalità del nuovo mercato del lavoro.

Industria 4.0, intelligenza artificiale, robot in azienda. Come cambia il rapporto tra domanda e offerta di lavoro? 

L’impatto della trasformazione digitale ha avuto effetti diretti anche sull’occupazione. Le tanto temute macchine non hanno sottratto posti di lavoro, come profetizzato da molti, ma hanno creato nuova occupazione. Sono cambiate le competenze richieste dal mercato del lavoro. Un dato su tutti: oltre 175mila annunci di lavoro presenti sui portali web, nel periodo compreso tra il 2013 e il 2016, evidenziano una crescita media annua del 26% della domanda di professioni ICT. Un’esigenza dettata dalla necessità di potenziare e rinnovare le competenze legate all’innovazione di prodotti, processi e strategie, in chiave digitale.

Quali sono le nuove figure professionali di cui hanno bisogno le aziende?

Sono figure spesso difficili da reperire sul mercato, soprattutto negli ambiti legati all’innovazione e alla sicurezza. Le imprese hanno fame di business analyst, architet engineer, responsabili della sicurezza informatica, sistemisti e database administrator. Ma anche di nuove competenze legate al mondo del marketing e della comunicazione, dai responsabili del social agli storyteller. Le ultime ricerche promosse per i nostri clienti vanno in questa direzione, dai sales digital&new media ai service engineer.

Come si formano questi profili? 

È chiaro che nel nuovo contesto la formazione assume un ruolo prioritario. Il Gruppo Quanta investe su questa direttrice da tempo e proprio per rispondere alle nuove esigenze del mercato abbiamo realizzato Quanta ICity – La città dei talenti. È qui, in un vero e proprio Fab Lab, che formiamo le nuove professioni per il digitale. I corsi sono promossi in collaborazione con importanti realtà del settore ICT, ingegneristico e della formazione. Abbiamo dotato i nostri corsisti della possibilità di utilizzare stampanti 3D e strumenti per il virtual training.

Un’offerta per i più giovani?

Non solo. Quanta ICity, così come tutti i percorsi formativi promossi dalla nostra agenzia, sono aperti a tutti i lavoratori. Che si tratti di persone che hanno perso il lavoro o in cerca di una nuova sfida professionale, la formazione rappresenta la leva strategica per essere sempre aggiornati e in linea con le competenze richieste dal mercato.

La formazione traina anche l’integrazione?

Certo, proprio partendo da questa consapevolezza abbiamo dato vita ad Anabasi. Si tratta di un progetto, insignito del Welcome - Working for refugee integration, prestigioso riconoscimento assegnato dall’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr), finalizzato a favorire l’inserimento professionale dei rifugiati. È un’iniziativa rivolta a migranti richiedenti asilo politico che, grazie alla realizzazione di appositi percorsi di politiche attive, integrati a corsi di formazione professionale qualificante e certificata, ne favorisce l'inserimento in società. Il progetto, nello specifico, si propone di soddisfare il fabbisogno di professionalità difficili da reperire sul territorio italiano, in particolare nel settore della cantieristica navale.

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L'intervista è apparsa il 21 maggio 2018 sulle testate "Il Giorno" - "La Nazione" - "Il Resto del Carlino" 

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