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Disruptive: gestire le persone

20 Giugno, 2019
Disruptive: gestire le persone

Da ormai qualche anno non si fa altro che parlare dell’importanza di essere disruptive: innovare per rimanere al passo con i tempi, per avere un vantaggio competitivo, per soddisfare le esigenze dei propri clienti.

Ma in concreto cosa vuol dire essere disruptive per una azienda? Ne abbiamo parlato in occasione del seminario “Imprese Disruptive: Gestire le Persone” che Quanta ha tenuto durante il 17° Salone d’Impresa

Se le persone disruptive sono riconosciute ormai da molti come “valore costruttivo” per l’azienda, per Mario Bassini, Corporate Human Resources Director di Askoll Holding “prima di essere disruptive, è importante essere constructive. Cioè avere un progetto, un’idea. Altrimenti il rischio è di essere solo un elemento di rottura, senza avere una finalità da portare avanti.”

In che modo quindi raccogliere le idee? “In Prysmian migliaia di dipendenti possono inviare le proprie proposte in tema di innovazione grazie all’Innovation Contest” - spiega Fabrizio Rutschmann, HR Manager - “su vari fronti: innovazioni tecnologiche, ma non solo, anche in materia di sostenibilità.”

Idee, progetti e naturalmente obiettivi. Per Mariluce Geremia, HR Manager di San Marco Group, infatti la discontinuità è fondamentale perché “tiene sempre alta l’attenzione e focalizza sugli obiettivi”. Andare veloci sì, senza perdere quello che è la storia e le tradizioni dell’azienda. 

Tradizioni che possono però scontrarsi con le nuove generazioni. Come coinvolgerle in questo processo? Alessia Carradore, Responsabile Business Unit Aziendale Welfare Edenred Italia spiega come anche le premialità siano innovative e possano scardinare vecchi sistemi specialmente nelle aziende del nord-est. Da una recente indagine, infatti, ben l’83% dei millennials valuta positivamente quelle aziende che hanno piani di welfare come premialità.

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