back

Decreto Dignità. Ecco cosa cambia per il mondo del lavoro

16 Luglio, 2018
Decreto Dignità. Ecco cosa cambia per il mondo del lavoro

Il Decreto Dignità, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 luglio 2018 ed in vigore dal 14 luglio 2018, introduce alcune novità sulla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato, sia in caso di assunzione diretta da parte di un’azienda, sia per quanto riguarda i contratti di somministrazione.

Si applica a tutti quei contratti stipulati successivamente al 14 luglio 2018 e ai rinnovi/proroghe di contratti già in corso, stipulati anch’essi successivamente alla data di entrata in vigore del Decreto.

Vediamo in concreto cosa cambia.

DURATA E SUCCESSIONE DEI CONTRATTI

Che si tratti di contratto a termine diretto o in somministrazione, la durata complessiva per il lavoratore scende da 36 a 24 mesi.

PROROGHE

In caso di assunzione diretta da parte dell’azienda, il numero di proroghe passa da cinque a quattro. Rimane invece invariato il numero di proroghe per il contratto di somministrazione: ovvero, fino ad un massimo di 6 per ogni singolo contratto.

CAUSALE

Il contratto può essere libero solo per i primi dodici mesi; al rinnovo successivo ritornano infatti le "causali". Sarà quindi obbligatorio specificare le ragioni per le quali si intende continuare con quel tipo di contratto a tempo. La causale non si applica ai contratti per attività stagionali.

LIMITI QUANTITATIVI

Nessuna modifica è stata introdotta per quanto riguarda i limiti quantitativi: il lavoratore in somministrazione non fa computo ai fini del raggiungimento del limite quantitativo previsto dalla legge per i contratti a tempo determinato (20%). Rientra invece nei limiti relativi alla salute e sicurezza sul lavoro.

STOP&GO

Con Stop&Go si intende l’intervallo di tempo che intercorre tra un rinnovo e l’altro. Con il nuovo Decreto si equiparano i contratti di somministrazione a quelli diretti. In questo caso dovranno passare 10/20 giorni in funzione della durata iniziale. Lo Stop&Go non è previsto per i contratti per attività stagionali.

CONTRIBUTO AGGIUNTIVO

Ogni rinnovo, anche al di sotto dei 12 mesi, prevede che i contributi crescano dello 0,5% andando a sommarsi a quell'1,4% che finanzia la Naspi, la nuova indennità di disoccupazione.

IMPUGNAZIONE

Passa da 120 a 180 giorni la finestra di tempo nella quale un lavoratore può impugnare un contratto a tempo determinato.

COSA NON CAMBIA

Restano invariate le discipline del rapporto di lavoro a tempo indeterminato e del contratto commerciale di somministrazione sia tempo determinato che indeterminato (staff leasing).

 

PERCHÉ SCEGLIERE LA SOMMINISTRAZIONE

Nonostante il Decreto introduca delle limitazioni nel rapporto di lavoro tra agenzia e lavoratore, come abbiamo potuto vedere la somministrazione si conferma uno strumento vantaggioso rispetto al contratto a tempo determinato perché:

→ garantisce una maggiore flessibilità (possibilità di 6 proroghe per singolo contratto rispetto alle 4 per il tempo determinato diretto).

riduce i rischi di contenzioso: i rischi di illegittimità sono infatti in capo all’agenzia

→ offre maggiore tutela per il lavoratore grazie alla ricollocazione, interventi di politica attiva e a una serie di servizi di sostegno, tutela e formazione erogati da Formatemp ed Ebitemp.

 

Hai domande? Vuoi approfondire la normativa? Capire quale impatto potrà avere sulla tua azienda?

Il team Quanta è a disposizione per fare chiarezza sul tema e supportarti nello sviluppo della giusta soluzione per ogni tua esigenza.

CONTATTACI

 

Select Color: