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Cosa cambia con il nuovo CCNL delle Agenzie per il Lavoro

20 Febbraio, 2019
Cosa cambia con il nuovo CCNL delle Agenzie per il Lavoro
Il 21 dicembre scorso Assolavoro, l’Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro e i sindacati di categoria hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto collettivo di settore, che sarà valido fino al 2021. 
L’entrata in vigore del testo è subordinata all’approvazione degli organi deliberativi e assembleari delle parti stipulanti, eccezion fatta per le disposizioni contenute nell’articolo 1 riguardanti i contratti di lavoro a tempo determinato a scopo di somministrazione, immediatamente applicabili. 
 
Vediamo insieme quali sono le principali novità e in che modo possono alleviare le restrittive disposizioni introdotte dal Decreto Dignità. 
 

REGIME TRANSITORIO 

L’Accordo Assolavoro – Sindacati dispone che tutti i periodi di lavoro a tempo determinato contrattualizzati tra le medesime Parti (ApL e lavoratore) siano conteggiati, ai soli fini del computo dell’anzianità lavorativa antecedente al 1° gennaio 2019, per un massimo di 12 mesi nell’arco temporale di 5 anni. 
Si stima che grazie a questa nuova disposizione saranno circa 53 mila le persone che, pur avendo raggiunto i 24 mesi di lavoro con la medesima agenzia a gennaio 2019, potranno essere ancora impiegati con la medesima tipologia contrattuale per almeno altri 12 mesi. 
 

PROROGHE 

Le proroghe diventano 6 in caso di rapporti di durata fino a 24 mesi o massimo 8 se il CCNL dell’utilizzatore indicata una durata diversa. Sono massimo 8 per i lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati o comunque privi di impiego da almeno 12 mesi. Il limiti rimane lo stesso per specifiche tipologie di lavoratori individuati dalla contrattazione di secondo livello e/o territoriale e lavoratori con disabilità. 
 

DURATA MASSIMA 

In questo caso la differenza dipende dal numero di utilizzatori. Citiamo il testo: “Nelle ipotesi di somministrazione di lavoro con il medesimo utilizzatore la durata massima è individuata dalla contrattazione collettiva applicata dall’utilizzatore. In assenza di tale disciplina la durata massima della successione dei contratti è fissata in 24 mesi”. 
“Nelle ipotesi di somministrazione di lavoro su diversi utilizzatori, la successione di contratti di lavoro a tempo determinato tra Agenzia e lavoratore non può, in ogni caso, superare la durata massima complessiva di 48 mesi”. 
 
Queste disposizioni favoriscono la continuità lavorativa in relazione sia alle proroghe, sia al limite dei 24 mesi e alla successione dei contratti a tempo determinato tra ApL e lavoratore.
 

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