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Cantieristica e aeronautica? Quanta è partner

09 Luglio, 2018
Cantieristica e aeronautica? Quanta è partner
La cantieristica vent’anni fa era in profonda crisi, oggi c’è un grande sviluppo. Fincantieri, ad esempio, ha già commesse fino al 2026: quale azienda italiana o internazionale può vantare una simile mole di lavoro?

Negli anni 2000 si pensava alla chiusura dei cantieri, oggi si pensa alla riapertura e al rilancio dei cantieri navali. Sestri Ponente avrebbe dovuto essere chiuso fino al 2014, oggi è uno dei cantieri di punta dove si sviluppano navi innovative per il mercato del cruise.
 
Per quanto riguarda l’aeronautica la situazione si sta consolidando. La nostra tradizione e la storia si è sempre contraddistinta per la professionalità e la capacità. Siamo stati artefici del cambiamento, soprattutto per quello che riguarda la parte legata all’aeronautica. Tra il 2010 e il 2015 siamo riusciti a rispondere concretamente al problema delle professionalità non più reperibili in Italia, quelle legate alla parte operaia più qualificata intervenendo con corsi di formazione e riqualificazione a livello nazionale, progettando corsi importanti e significativi.

L’aspetto della professionalità è sempre stato centrale per Quanta. Su questo, a differenza delle altre agenzie, abbiamo fondato la nostra specificità. La divisionalizzazione nasce su questo principio e si sviluppa su queste premesse.
 
Per quello che riguarda la cantieristica siamo riusciti a inserirci positivamente. Oggi siamo tra i principali fornitori di Fincantieri e abbiamo un forte peso nell’indotto.

Abbiamo sviluppato percorsi di riqualificazione che rispondono sia in termini professionali sia sociali, come nel caso di Anàbasi, che nasce dalla volontà di utilizzare la potenzialità di risorse umane del nostro paese che sono i richiedenti asilo politico, una potenzialità assoluta se gestiti nel modo corretto. Lo abbiamo fatto insieme alla Croce Rossa Italiana selezionando le risorse e organizzando corsi di formazione specifici legati a professionalità difficili da reperire, come il saldocarpentiere, l’elettricista, il carpentiere elettrico o il tubista.
 
Teniamo conto che nella cantieristica ci sono 48.000 persone che operano nell’indotto e di queste il 95% è composto da extracomunitari. L’ultima nave varata a Monfalcone il mese scorso ha coinvolto 9.000 persone di 120 nazionalità diverse.

In realtà simili l’integrazione è una condizione base. In partnership con la Croce Rossa Italiana abbiamo formato a livello tecnico e linguistico un numero selezionato di richiedenti asilo e li abbiamo avviati al lavoro coinvolgendo aziende del settore navale. Delle 120 persone circa che abbiamo coinvolto da gennaio 2016 almeno 110 stanno continuando a lavorare.
 
A caratterizzare la partnership di Quanta con i leader dell’aerospaziale, della difesa e della cantieristica è il legame che creiamo con le aziende, non considerandole clienti ma partner. Mettiamo a fuoco quali sono i loro problemi e lavoriamo per risolverli.


È la specializzazione il tema centrale su abbiamo costruito il nostro modus operandi e il nostro successo. La specializzazione, la verticalità delle divisioni e la capacità di saper rispondere alle esigenze del mercato è fondamentale.

I nostri successi, nell’aerospaziale come nella cantieristica, derivano dal fatto che parliamo la lingua delle aziende, conosciamo le loro necessità perché studiamo l’evoluzione del mercato. Discutiamo con loro della qualità e delle specificità del prodotto, delle professionalità che devono essere coinvolte, delle progettualità da costruire. È questo parlare vis-à-vis che ha fatto la differenza negli anni. 

 

di Pietro Tedeschi - Cantieristica & Aerospaziale Quanta
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